Le incisioni

L´incisione è una tecnica artistica. Può essere in cavo o in rilievo.
La tecnica in cavo consiste di una matrice di metallo (zinco, magnesio o altri metalli) o anche di acrilico che può essere incisa direttamente (bulino, niello, maniera nera, puntasecca) oppure incisa con acidi (acquaforte, acquatinta, cera molle).
Si dice cavo perchè l´inchiostro di stampa penetra nei solchi che sono venuti a formarsi per azione del bulino o dell´acido.
L´impressione sulla carta, eseguita con l´utilizzo di un torchio, lascia sempre il segno della matrice.
La tecnica in rilievo consiste in una matrice che viene scolpita in altorilievo (tipo timbro); anticamente il supporto era in legno (xilografia), oggi si usa anche linoleum, medium density, o altri materiali similari.
Acquaforte (la mia tecnica preferita): la tecnica dell’acquaforte era nota fin dai tempi antichi e veniva impiegata per incidere decorazioni sulle armi. Alcuni dei primi ad utilizzarla per le stampe d’arte sono stati Albrecht Durer in Germania e il Parmigianino in Italia.
E’ una tecnica calcografica molto diffusa consistente nel corrodere una lastra di metallo (zinco di solito, rame per grandi tirature, come nel passato) con un acido, per ricavarne immagini da trasporre su un supporto (carta normalmente) per mezzo di colori. La lastra di spessore necessario viene pulita e smussata ai bordi, poi sgrassata nella parte lucida. Cosparsa uniformemente con un coprente possibilmente scuro a protezione dell’acido. Quindi si incide il disegno nel materiale protettivo con una punta sottile per mettere a nudo il metallo in corrispondenza dei segni che dovranno apparire sulla carta grazie all’inchiostro. Si immerge la lastra in acido iniziando la morsura, che può essere eseguita in più riprese scoprendo man mano le parti da incidere, per ottenere scavi diversamente profondi. L’acido incide il metallo solo dove non protetto. Giudicata completa la lastra, la si lava, la si asciuga a la si tiene come matrice del disegno da replicare.
La stampa avviene al torchio calcografico su carte poco collate e inumidite prima, cospargendo di inchiostro grasso la lastra e scaldandola un poco per favorire la penetrazione della tinta nei solchi e la sua cessione alla carta, previa pulitura delle parti che dovranno risultare bianche sul foglio stampato.