GUIDA COMPLETA ALLA 55a BIENNALE DI VENEZIA

1 giugno > 24 novembre 2013
Giardini, Arsenale, Venezia

GUIDA COMPLETA 
ALLA 55a BIENNALE DI VENEZIA 

tutte le informazioni e i link necessari per visitare la Biennale veneziana.
C
ommenti & approfondimenti

Fonte: Artslife

Il servizio di ArtsLife TV con interventi di Pierluigi Panza (giornalista); Vittorio Sgarbi (critico d’arte); Bartolomeo Pietromarchi (curatore Padiglione Italia); Ludovico Pratesi (critico d’arte); Angelo Crespi (presidente Palazzo Te di Mantova); Marco Carminati (giornalista); Giuseppe Lezzi (mercante d’arte)

APPROFONDIMENTI e LINK UTILI

<Introduzione di Paolo Baratta>
<Meetings on Art>
<Progetto Educational>
<Intervento di Massimiliano Gioni>
<Artisti>
<Partecipazioni nazionali>
<Padiglione Italia>
<Eventi collaterali>
<Biglietteria>
<Prenotazioni alberghiere >
<Previsioni meteo in laguna>
<Cerca un treno per Venezia>
<Vaporetti>

Info pratiche per visitare la biennale e alcune delle altre mostre:
Da Ferrovia S.Lucia passando per il Canal Grande linea 1 + lenta ma permette di effettuare fermate intermedie per visitare altri eventi
Linea 2 + veloce per Arsenale (padiglione italiano) + altro e fermata Giardini
Linee 41 e 51 uscendo sul piazzale antistante la stazione a destra escludono entrambi il Canal Grande il 51 + veloce per giardini e arsenale Per i + avveduti si può scendere alle zattere per arrivare alla Salute
Prezzi biglietti 7 € a corsa. Possibilità costi più convenienti con abbonamenti giornalieri

Alcuni articoli dei mesi passati e le prime riflessioni dopo l’inaugurazione:

<Considerazioni casuali nell’estate 2013 dell’arte a Venezia – di Cristiana Curti- 31.05.2013>
<Riflessioni sulla Biennale di Gioni: una Biennale artistica o un’enciclopedia dell’arte? – di Vera Agosti – 31.05.2013>
<Prime impressioni veneziane (Sulla 55 Biennale d’Arte) – di Marta Calcagno Baldini – 31.05.2013>

<Nominata Giuria Internazionale Biennale Venezia – 13.05.2013>
<Ultime grida dalla Laguna – di Lucien de Rubempré – 10.05.2013>
<Biennale Venezia: Maria Lassnig e Marisa Merz Leoni d’oro alla carriera – 06.05.2013>
<“Vice versa”. Sul Padiglione Italia 2013 di Camilla Mozzetti – 06.02.2013

<Cosa significa per la Cultura italiana questa Biennale di Venezia – www.massimobray.it >

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IL PALAZZO ENCICLOPEDICO

Sarà aperta al pubblico da sabato 1° giugno a domenica 24 novembre 2013 ai Giardini e all’Arsenale la 55. Esposizione Internazionale d’Arte dal titolo Il Palazzo Enciclopedico, curata da Massimiliano Gioni e organizzata dalla Biennale di Venezia presieduta da Paolo Baratta. La vernice avrà luogo nei giorni 29, 30 31 maggio 2013. La cerimonia di premiazione e di inaugurazione si svolgerà sabato 1° giugno.
La Mostra sarà affiancata da 88 Partecipazioni nazionali negli storici Padiglioni ai Giardini, all’Arsenale e nel centro storico di Venezia. Sono 10 i paesi presenti per la prima voltaAngola, BahamasRegno del Bahrain,Costa d’Avorio, Repubblica del KosovoKuwaitMaldiveParaguay, Tuvalu e Santa Sede. Novità assoluta è la partecipazione della Santa Sede con una mostra allestita nelle Sale d’Armi, in quegli spazi che la Biennale sta restaurando per essere destinati a padiglioni durevoli. Il Padiglione Italia in Arsenale, organizzato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali con la PaBAAC – Direzione Generale per il paesaggio, le belle arti, l’architettura e l’arte contemporanee – è curato quest’anno da Bartolomeo Pietromarchi.

La Mostra Il Palazzo Enciclopedico formerà un unico percorso espositivo che si articolerà dal Padiglione Centrale (Giardini) all’Arsenale, con opere che spaziano dall’inizio del secolo scorso a oggi, e con molte nuove produzioni, includendo più di 150 artisti provenienti da 37 nazioni.

Massimiliano Gioni, il curatore

“Nel corso di questi anni – spiega il Presidente Paolo Baratta – nella rappresentazione del contemporaneo è cresciuto il desiderio dei nostri curatori di mettere gli artisti in prospettiva storica o di affinità reciproca, evidenziando legami e relazioni sia col passato, sia con altri artisti del presente. Nello stesso tempo, rispetto all’epoca delle avanguardie, è cresciuta sempre più l’attenzione verso l’intensità della relazione tra l’opera e lo spettatore (viewer) il quale, ancorché scosso da gesti e provocazioni, alla fine ricerca nell’arte l’emozione del dialogo con l’opera, che deve provocare quell’ansia ermeneutica, quel desiderio di andare oltre che ci si attende dall’arte.”
“In questa direzione – prosegue Baratta – compie un passo decisivo la prossima Biennale che darà vita a una grande mostra-ricerca. Con Il Palazzo Enciclopedico Massimiliano Gioni, assai più che portarci un elenco di artisti contemporanei, vuole riflettere sulle loro spinte creative e sembra portare ancora più avanti il quesito: ma qual è il mondo degli artisti? L’interesse prospettico arriva al punto da ricercare relazioni con mondi diversi, per cui sono rappresentate opere di artisti contemporanei, ma anche opere del passato, riferimenti diversi, lavori che non hanno la pretesa di opere d’arte, ma che fanno parte degli stimoli a immaginare e sognare oltre la realtà, un’altra realtà. Insomma, quelle visioni che hanno nel tempo classico sollecitato le ‘aspirazioni’ degli artisti, nel tempo moderno le ‘ossessioni’ degli stessi, e a dar forma sensibile alle une e alle altre, fino al tempo presente, ove si verifica un vero e proprio capovolgimento. Oggi, ci sembra dire Gioni, è la realtà ordinaria a offrire su una tavola imbandita una pletora di immagini e visioni per l’uso quotidiano, e che tutte ci colpiscono senza possibilità di sfuggirle e che l’artista dovrebbe semmai attraversare restando indenne, come Mosè il Mar Rosso.”
La Mostra è ispirata all’utopistica idea creativa di Marino Auriti che nel 1955 depositò all’ufficio brevetti statunitense il progetto di un Palazzo Enciclopedico, un museo immaginario che avrebbe dovuto ospitare tutto il sapere dell’umanità. Auriti progettò un edificio di 136 piani che avrebbe dovuto raggiungere i 700 metri di altezza e occupare più di 16 isolati della città di Washington. “L’impresa rimase incompiuta – racconta Massimiliano Gioni – ma il sogno di una conoscenza universale e totalizzante attraversa la storia dell’arte e dell’umanità e accumuna personaggi eccentrici come Auriti a molti artisti, scrittori, scienziati e profeti che hanno cercato – spesso invano – di costruire un’immagine del mondo capace di sintetizzarne l’infinita varietà e ricchezza. Oggi, alle prese con il diluvio dell’informazione, questi tentativi di strutturare la conoscenza in sistemi omnicomprensivi ci appaiono ancora più necessari e ancor più disperati.”
“Sfumando le distinzioni tra artisti professionisti e dilettanti, tra outsider e insider, l’esposizione adotta un approccio antropologico allo studio delle immagini, concentrandosi in particolare sulle funzioni dell’immaginazione e sul dominio dell’immaginario. Quale spazio è concesso all’immaginazione, al sogno, alle visioni e alle immagini interiori in un’epoca assediata dalle immagini esteriori? E che senso ha cercare di costruire un’immagine del mondo quando il mondo stesso si è fatto immagine?”
Il Palazzo Enciclopedico è una mostra sulle ossessioni e sul potere trasformativo dell’immaginazione e si apre al Padiglione Centrale ai Giardini con una presentazione del Libro Rosso di Carl Gustav Jung” – continua Gioni. “Nei vasti spazi dell’Arsenale l’esposizione è organizzata secondo una progressione dalle forme naturali a quelle artificiali, seguendo lo schema tipico delle wunderkammer cinquecentesche e seicentesche. In questi musei delle origini – non dissimili dal Palazzo sognato da Auriti – curiosità e meraviglia si mescolavano per comporre nuove immagini del mondo fondate su affinità elettive e simpatie magiche. Questa scienza combinatoria – basata sull’organizzazione di oggetti e immagini eterogenee – non è poi dissimile dalla cultura dell’iper-connettività contemporanea.” Dalle numerose opere ed espressioni figurative in mostra, che includono film, fotografie, video, bestiari, labirinti, tavole enciclopediche, progetti, performance e installazioni, “emerge una costruzione complessa ma fragile, un’architettura del pensiero tanto fantastica quanto delirante. Dopo tutto – dice Gioni – il modello stesso delle esposizioni biennali nasce dal desiderio impossibile di concentrare in un unico luogo gli infiniti mondi dell’arte contemporanea: un compito che oggi appare assurdo e inebriante quanto il sogno di Auriti.”
“Se è vero – riflette Baratta – che il curatore sviluppa la sua riflessione sul destino dell’arte contemporanea e degli artisti – i quali non si accontentano di orizzonti limitati, quando immaginano, ma concepiscono realtà globali, mossi da aspirazioni a una conoscenza e a una sensibilità omnicomprensiva – non posso non richiamare alla memoria le ‘ossessioni’ di Harald Szeemann e il concetto di fallimento che le seguiva. Fallimenti fertili per l’arte; come dice Gioni, si tratta per l’artista di un movente molto forte e totalizzante. L’idea di una mostra-ricerca è ritenuta proficua in Biennale non solo per l’Arte ma anche per l’Architettura. Per questo motivo le Mostre di Gioni e Koolhaas (Biennale Architettura 2014) rappresenteranno momenti importanti nella storia della nostra istituzione.”
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