Philippe Daverio: “Gli opinion leader sono la nostra catastrofe”

Fonte: Wired

Nuova “intervista obliqua” con il “professore” più conosciuto e discusso della tv. Come cambia l’arte dopo aver incontrato il digitale?

 

La sua trasmissione Passepartout è stata una vera e propria anomalia nella televisione italiana. Con garbo e simpatia Philippe Daverio è entrato nelle case degli italiani con discorsi attorno l’arte, il suo passato, presente e futuro.
Da poco ha pubblicato due libri: L’arte di guardare l’arte (Giunti) e Il museo immaginato (Rizzoli), racconto di alcuni dei capolavori di tutti i tempi, un viaggio parlato e illustrato che è anche progetto multi-piattaforma. La sua versione tablet trasforma il nuovo supporto in strumento preferenziale per la scoperta culturale in un esperimento decisamente innovativo per l’editoria italiana.
A renderlo decisamente Wired più di tutto sono però la sua verve, la risposta pronta e la capacità di attraversare mondi così diversi tra loro: dalla politica, all’insegnamento al giornalismo, passando appunto per l’intrattenimento e le nuove tecnologie.
Con lui abbiamo discusso di grandi opposizioni: la differenza tra pubblicità e arte così come quella tra reale e virtuale. Per non parlare della moda “hipster”, gli eccentrici e appassionati della novità in cui certo Daverio non si identifica. Questo e altro nella nostra nuova “ intervista obliqua”.

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